La Scrivania Letteraria

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Scrittura libera

Solo cielo

Dannato cielo azzurro, così bello e falso. Nuoto tra le nuvole che ti punteggiano e salgo fin sulle cime dei monti, che bramano il tuo tocco. Mi arrendo a te, quando cadi sulla terra e tenti di salvarci, spazzando i problemi che purtroppo travolgono quelli che non volevano divenire martiri, gli eroi del giorno che non volevano mutare in simbolo del dolore.

Tu impersoni il bene, il male, l’indifferente e il tacito potere dell’indissolubile dubbio.

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Scrittura libera

Sorriso

“Io di lei mi fido. Penso che non ci sia nulla di meglio dell’ardore di un paio di occhi che ti scrutano intensamente. Vorrei capire come si possa tradire. Perché potrei morirne al solo pensiero.

Immaginarmi senza il suo caldo profumo, privato del sole delle mie giornate, della musica delle sue risate, smetterei di respirare perché l’aria sarebbe inutile ai miei polmoni. La terra e la natura sarebbero mere proiezioni di un mondo che non mi apparterrebbe più. Il cielo e gli oceani sarebbero vuoti senza il suo viso, alla luce brillante del tramonto che si staglia sulle acque e davanti alle nuvole.

Non vorrei nessun altro oltre a lei. Basteremmo noi, una spiaggia e una bottiglia di vino”.

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La Gloria del Sangue - Trilogia

La Trilogia della Gloria del Sangue, la mia scintilla

La Gloria del Sangue: una trilogia che ho scoperto esserla per caso.

Perché arrivata all’ultimo capitolo sono certa che La Gloria del Sangue sarà una trilogia? In realtà dopo decine e decine di volte ad arrovellarmi il cervello e pensare che sarebbe stata un’impresa difficile (sono stata tanto geniale da scrivere cinque pagine di appunti arrabattati durante la scrittura del romanzo), ho deciso che sarebbe stato meglio per i personaggi crescere, vivere e superare le soglie delle 476 pagine del primo volume.

Ho paura di non farcela a terminare la trilogia prima di cinque o sei anni perché in mente ho altri progetti, sto seguendo soprattutto altri progetti e confidenze delle confidenze, le idee devono lievitare ancora un po’ in testa. Ho scritto bozze, ho già scritto venticinque capitoli, ma Aletcsa ha bisogno di crescere con i suoi ritmi e io sicuramente non le farei mai fare cose che lei non voglia fare! So per certa che ci sarà un limpido terrore ad accompagnarla e un continuo susseguirsi di luci e ombre, non solo nel suo mondo, ma anche in altri.

Più in generale, ho scritto La Gloria del Sangue perché amo scrivere più di ogni altra cosa, altrimenti questa non sarebbe mai diventata la passione dominante, come accadde a vari autori noti dei molti campi del sapere umano.

La Gloria del Sangue, oltre ad averla scritta, mi pone sempre nella posizione di ascolto e di apprendimento, verso si me e verso gli altri. Scrivere è un apprendimento continuo, una formazione che non ha fine e dalla quale si trae il meglio anche per la quotidianità.

Al pari dei lettori, gli scrittori leggono nei libri qualcosa di sempre nuovo, un modo sempre diverso di ricordare le parole che compongono la trama e, più in generale, l’opera.

Per me scrivere è una scintilla inestinguibile, capiterà che si infievolisca, oppure che salga la nebbia o soffi il vento, ma queste sono solo modifiche della luce, non un cambiamento nella spirito della scintilla.

 


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Scrittura libera

Il Cielo ci guarda, ma noi non siamo attenti

Il cielo colora l’esistenza della terra; non si lascia trascinare dalle diatribe del genere umano. Il cielo, che sia di un grigio topo o di un azzurro abbacinante, osserva; alle volte si fa sentire, altrimenti preferisce il silenzio; è di poche parole.

Il cielo accompagna ogni respiro e ogni passo, permette alle stelle di ammantarlo di luce fredda e brillante, lascia che i raggi solari penetrino fino a toccare le sue nuvole candide.

Il cielo non dorme mai, immanente, non defeziona, è leale. Se fosse un soldato, non tradirebbe i suoi commilitoni, ma se provi a catturarlo in scatti fotografici ti rimanda indietro una sua immagine poco realistica e tutt’altro paradisiaca. Il cielo sa che i nostri occhi lo vedono, il cielo sa che con i venti si fa assaggiare, il cielo sa che con le bufere e le nuvole si fa toccare.

Il cielo non ha paura di noi, che non lo conosciamo, aspira a mostrarsi nudo e vestito, torrido e agghiacciante. Il cielo protegge e ama.

Almeno fino a quando non deciderà di dissolversi.

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Scrittura libera

La Nebbia non gioca con te

La nebbia si leva, lenta e loquace, nei boschi e nelle città, con le sue grinfie fredde avviluppa di candore l’aria e il respiro leggero, muta in piccole nuvole, leggere e veloci scompaiono.

La nebbia arriva e acceca funesta gli sguardi, anche quelli più attenti. Credi di riuscire a vedere il tuo cammino, ma l’occhio non può nulla contro il coltello celato dietro all’argenteo e gelido manto.

La nebbia permane, coperta invernale, vestito elegante, pellicola stringente.

La nebbia scompare, come era sopraggiunta, lasciando la sua ombra, ad ogni passo che calpesta la terra, sogghigna mentre ti osserva dietro i tronchi degli alberi, si eccita alla ricerca di qualche vittima e brama la tua vita.